In un mondo fatto di silenzi ed omissioni ci piace sottolineare l’opera di questo magistrato, (da Wikipedia):

http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_John_Woodcock

Sono un cinico che ha ancora voglia di illudersi»

(Henry John Woodcock.)

Henry John Woodcock (Inghilterra, 1967) è un magistrato italiano, della Procura di Potenza.
Biografia
Nato nella contea di Somerset in Inghilterra, Henry John Woodcock è figlio di un docente dell’Accademia navale di Livorno. Sua madre è napoletana.
Molti lo conoscono come “il pm inglese, dall’accento napoletano”.
Divenuto magistrato alla fine del 1996, è stato uditore a Napoli al fianco di due noti magistrati, Arcibaldo Miller e Paola Mastroberardino.
Sua moglie è un magistrato in servizio a Lucera, in provincia di Foggia.

Le inchieste

Henry John Woodcock è titolare di numerose clamorose inchieste.
Il suo primo arresto fu quello, avvenuto il 4 giugno del 2001, dell’ex senatore Ds e sindaco di Castellaneta, Rocco Loreto, accusato di calunnia e violenza privata nei confronti di un magistrato della Procura di Taranto.
Lo si ricorda, oltre che per le indagini sulle “tangenti Inail” e sulle ‘”tangenti del petrolio”, per la vicenda del “Vip Gate”, l’indagine in cui, nel dicembre del 2003, 78 persone, tra cui numerosi personaggi dello spettacolo, del giornalismo, due ministri, politici e funzionari di ministeri, Comuni ed Enti pubblici vennero accusate di associazione per delinquere per la turbativa di appalti, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento. Tuttavia il G.I.P. respinse completamente la richiesta di emissione di ordinanza di custodia cautelare avanzata da Woodcock, dichiarando la propria incompetenza territoriale e la mancanza dei requisiti richiesti dall’art 291 c.p.p. per le prosecuzione delle indagini da parte di giudice incompetente per territorio per quanto atteneva le imputazioni di associazione per delinquere e corruzione, ma anche affermando la totale assenza di elementi indiziari per altri reati contestati [1]. Una volta dichiarata l’incompetenza territoriale del Tribunale di Potenza, gli atti furono trasmessi al competente Tribunale di Roma che, anziché adottare i provvedimenti come sarebbe stato doveroso in caso di consistenza dell’accusa, archiviò l’inchiesta per impossibilità di sostenere l’accusa in giudizio, a norma dell’art. 125 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale. Alcuni fascicoli, generati dal procedimento sopra riportato, restano tuttavia ancora aperti in alcune Procure.

Alla luce del mancato accoglimento delle richieste accusatorie, che non trovarono poi prosecuzione nemmeno di fronte al Tribunale competente, la stampa si è poi accanita nel sostenere che le accuse erano destituite da ogni fondamento [2] facendo una facile ironia sul fatto che Woodcok non fosse in grado di distinguere la conduttrice di Telecamere dai concorrenti del Grande Fratello. I sostenitori di Woodcock, invece, sottolineano che il suo intervento non sarebbe rimasto senza conseguenze: dal punto di vista della rilevanza economica dei fatti contestati, la questione di maggior rilievo riguardava i crediti verso lo Stato del Concordato Preventivo Federconsorzi, per un ammontare di 500 milioni di euro, rinvenienti da rimborso di crediti fiscali e dalla cessata gestione ammassi grano , che in parte erano stati ceduti e in parte stavano per essere ceduti ad un prezzo pari ad un decimo del loro valore nominale a note società specializzate in questo genere di operazioni. Secondo l’accusa personaggi ben noti (come una giornalista, ricompensata con un orologio tempestato di brillanti) si erano prestati per far pressioni per la buona riuscita dell’operazione. Dopo l’inchiesta di Woodcock:

  • Il ministero avrebbe bloccato il rimborso dei crediti fiscali
  • il giudice delegato del Concordato preventivo ha emesso un provvedimento che ha bloccato la vendita del credito
  • Il liquidatore giudiziale ha presentato immediatamente le dimissioni
  • Il commissario giudiziale dopo quattro mesi ha presentato le dimissioni
  • L’Ordine dei giornalisti di Roma ha disposto la sospensione dall’Ordine di Anna La Rosa, che era stata accusata da Woodcok di avere ottenuto favori (regali di orologi con brillanti, caterig da 24 milioni di lire) per influenzare incaricati di seguire la vicenda Federconsorzi.

Pur non potendo dimostrare alcun rapporto tra alcuni di questi fatti sopra riportati e l’inchiesta di Woodcock, i suoi sostenitori vi leggerebbero una conferma della non completa infondatezza del teorema accusatorio. La procedura concorsuale, ad ogni modo, non è ancora stata definita.

Il 22 novembre del 2004 fu la volta dell’operazione “Iene 2”, sui legami tra criminalità e politica nella gestione degli appalti in Basilicata.

Il 6 maggio del 2006 il “Somalia-Gate” ha portato la Polizia a 17 arresti.
La più clamorosa è, probabilmente, l’inchiesta cominciata il 16 giugno 2006 in cui Woodcock ha chiesto ed ottenuto l’arresto a Varenna di Vittorio Emanuele di Savoia con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, ed associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’indagine legata al casinò di Campione d’Italia. L’arresto è stato possibile grazie alle intercettazioni telefoniche di scabrose conversazioni tra Vittorio Emanuele di Savoia ed altre persone indagate. L’indagine durava da due anni: 24 le persone coinvolte, 13 quelle arrestate il 16 giugno, di cui 7 detenute in carcere e 6 agli arresti domiciliari, tra cui il sindaco di Campione d’Italia Roberto Salmoiraghi e Salvatore Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, Presidente di AN. Tra gli indagati anche Simeone II di Sassonia Coburgo Gotha, cugino e coetaneo di Vittorio Emanuele, ex premier della Bulgaria, accusato di istigazione alla corruzione di membri di stati esteri.

Nel frattempo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto notizie al Consiglio Superiore della Magistratura sul fascicolo personale di Woodcock.[1]

Sono montate vivaci le polemiche per la fuga di notizie riguardanti il contenuto delle intercettazioni telefoniche, pubblicato copiosamente sui quotidiani. Non è dato sapere se sia stata avviata un’indagine in merito a tale vicenda, volta ad accertare l’identità della persona che abbia fornito ai giornalisti il testo di atti d’indagine ancora coperti da segreto, e se essa presti eventualmente servizio presso un ufficio giudiziario.

Le critiche

Il 18 marzo 2004 è stato avviato un procedimento disciplinare, promosso dal Ministro della giustizia Roberto Castelli; la commissione disciplinare del CSM ha concluso il provvedimento in fase istruttoria con il proscioglimento. Castelli lo ha impugnato davanti alla Cassazione che ha ribadito il proscioglimento di Woodcock ed ha condannato il ministro al pagamento delle spese processuali.

Nell’ambito della vicenda “Vip Gate”, secondo questa impostazione, il suo castello accusatorio si rivelò inconsistente, al punto che lo stesso Giudice per le Indagini Preliminari si rifiutò di emettere un’ordinanza di custodia cautelare, nonostante lunghe indagini ed intercettazioni (a causa della propria incompetenza territoriale per taluni reati, e per carenza di indizi per altri), ed al punto che i Pubblici Ministeri del Tribunale territorialmente competente non solo non chiesero l’emissione di alcun ordine di cattura, ma anzi ne chiesero l’archiviazione. Nell’ambito di tale inchiesta – coinvolgente personaggi di primo piano – il Dott. Woodcock sarebbe arrivato a chiedere l’arresto, tra gli altri, di Tony Renis , Flavio Briatore ed Anna la Rosa , conduttrice della trasmissione di cronaca parlamentare Telecamere.

Vallettopoli

All’inizio del dicembre 2006, Woodcock apre a Potenza una nuova inchiesta che ha occupato le prime pagine dei giornali, subito chiamata “Vallettopoli”. Riguarda ricatti che avrebbero, a vario titolo, interessato managers, giornalisti, vallette e personale in genere del mondo dello spettacolo.

[modifica] Bibliografia

Articoli di Marco Travaglio nella rubrica Uliwood Party:

  • Il Grande Bordello [3] (20 giugno),
  • La Procura di Don Abbondio [4] (27 giugno),
  • Dieci ragazze per me posson bastare [5] (29 giugno),
  • Vizio Capitale [6] (2 luglio),
  • Woodcock, il silenzio è d’oro [7] (3 luglio).


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